Amor Borghese


cartello strano
Amò, io ti amo ma questa cosa devi sforzarti di capirla: se uno va con un altro non è assolutamente una cosa fatta contro il partner di turno, è una cosa che fa per sé, perché ne ha bisogno per se stesso. Se l'altro si arrabbia è un problema suo: probabilmente ha delle dinamiche irrisolte nell'infanzia. E se uno è sempre in cerca di qualcosa di nuovo, si vede che ne ha bisogno: non è contro nessun altro. Per farti un esempio, è come quando uno va nei negozi e cerca una giacca nuova: mica lo fa contro le giacche che ha già.
Io te lo dico senza problemi che ho sbagliato: sono venuta con te non tanto perché mi piacevi ma perché avevo bisogno di distrarmi dal mio ex, e quando hai strillato che volevi la fedeltà io mi sono sentita in colpa, perché continuavo a vederlo e così ho smesso, pensando che quella cosa fosse contro di te, ingiusta in qualche modo.
E invece ho fatto male, perché poi quello che mi mancava da lui lo cercavo da te e ti ho stressato. E ti ho anche stressato in generale, perché non capivo che tu mi dicevi di volermi dare dell'affetto, ma in realtà non me le potevi dare, però ti dispiaceva dirmelo. Mi sono sentita imbrogliata e invece tu veramente volevi che me lo cercassi da altre persone, in fondo una relazione si basa sulle cose che si hanno in comune ma anche sulle diversità, anche quelle degli altri.
Io non ero ancora pronta a capire questo e mi rendo conto che ho mancato un'occasione, di te e me come una coppia davvero speciale, come ci riescono in pochi: una coppia con un multitasking della madonna.
Però la ragione non sta tutta da una parte: anche tu hai i tuoi torti, perché non sembravi per niente su questa direzione all'inizio, e questo ha un po' confuso le cose, ma era un'altra fase, come poi hai detto tu.
Io da Giugno quindi ho ricominciato a dormire una volta a settimana col mio ex, di solito il martedì o il mercoledì, che sono i giorni in cui non ci vediamo: l'ho fatto perché così se vuoi vedermi nel weekend non c'è nessun problema e puoi venire quando vuoi. Voglio che tu sappia tutto, non voglio nasconderti nulla di ciò che è lecito, perché non c'è niente di male, non è una cosa CONTRO di te e non ti toglie assolutamente nulla, è solo un fatto di socialità perché ho bisogno di incontrare persone nuove e anche usate, ma comunque diverse. 
Tu stesso mi avevi detto che se io e te fossimo rimasti solo amici allora lo scambio si sarebbe ridotto, e certe cose da te non le avrei più avute, ricordi? Allora io avevo fatto la stupidaggine di volere costruire tra me e te un'intimità fisica speciale ma solo perché credevo che tu volessi così, e il risultato è stato che tu ti sei dovuto sfogare in altro modo, e mi dispiace, è stata colpa mia: se tu avessi voluto costruire un'intimità fisica speciale con me lo avresti detto, e siccome invece tu non me l'avevi detto, io dovevo arrivarci che se non me l'avevi detto c'era un motivo.
Ora il mio ex è un po' furibondo perché vengo sempre in vacanza con te, ma è un problema suo, se voleva venirci lui doveva darmi quello di cui avevo bisogno quando stavo con lui, ma siccome ha scelto liberamente di non darmelo e io ho rispettato la cosa, ora lui deve rispettare che io vado in vacanza con un altro, anche perché non è una cosa che faccio contro di lui.
Siccome però tu, come giustamente affermi, sei libero di cambiare idea, e se lo fai non è certo contro di me, e se io dico all’ex che prenda un aereo all'ultimo momento per Capodanno quindi non lo faccio contro di te, perché tu puoi scegliere se vuoi venirci o meno, perché sei il mio fidanzato e quindi hai la precedenza: scegli liberamente. 
Anche perché io ci devo pensare a questa cosa, dell’ex: non vorrei che si compromettessero degli equilibri tra me e lui e non vorrei imporgli assolutamente niente e non voglio essere oppressa da eventuali ricatti tipo: "Ora che sono qui però non attaccarti a internet in cerca di gente proprio adesso", che comprometterebbero la mia socialità, su cui siamo molto diversi: a me piace incontrare viaggiatori single che fanno un sacco di cose, mentre lui è meno sociale. 
Questo è anche un motivo per cui non possiamo veramente stare insieme, siamo molto diversi e non ci capiamo.
Me lo ha confermato anche la mia analista e un mio amico che ha appena fatto il giro del mondo di un anno con la sua ragazza, ma poi l'ha lasciata perché non è un tipo da rapporti stretti e non crede nell'amore duraturo. A lui piace andare in vacanza viaggiando in treno, non è uno bello fisicamente ma questo non centra, possono piacere anche i brutti, dipende. È affascinante, è un'altra cosa.
Comunque io sono innamorata di te e quando sono innamorata ho delle regole morali rigidissime, figurati se per un’avventura con questo mi metto nei casini: o nasce una cosa seria o piuttosto vado con l'ex che almeno ora non rompe e ha imparato a comportarsi come fosse uno sposato con un’altra, che quelli non so perché non mi è mai riuscito di trovarmene uno, sarà che ho la faccia da brava ragazza e tutti vogliono una storia seria e così poi succedono casini e io mi sento in colpa e non è giusto, perché io non ho fatto niente di male.
Insomma volevo chiederti scusa se all'inizio ho fatto qualche scena di gelosia per delle tue frasi che secondo me erano chiaramente riferite a delle tue ex e se tu dici di no, è un'opinione tua, e quindi io la rispetto, ma io la penso diversamente. Comunque quella era la fase della seduzione e tutti fanno delle cose così, non è veramente il caso di basarsi su quello in una relazione, perché qualunque cosa succeda, la fase passionale lo sai che dura tre mesi: c'è scritto anche su Wikipedia. 

Adesso siamo in un'altra fase e dobbiamo capire se veramente ci piacciamo e se ha senso investire nell'altro. Io sono aperta a tutte le proposte. L'importante è che non ci chiudiamo su noi stessi come coppia. Se vuoi possiamo cercarci qualcuno su internet insieme, oppure ognuno per conto proprio: in una coppia non è necessario e non è sano avere troppe attività in comune. Se poi però quello con cui vorrei incontrami per uno scambio culturale non ti va bene e anche solo alzi un sopracciglio, beh allora io alzo il dito e ti dico che mi stai opprimendo e ti chiedo se puoi cambiare tono e anche sopracciglio. Sennò io non so più cosa fare e alzo le braccia, perché lo so che tu dici che non mi hai mai tradito fisicamente, ma io non credo nella reciprocità, e poi io non ti ho mai tradito col pensiero e invece secondo me tu sì, ed è il pensiero quello che conta.

Loredana de Michelis


Questo racconto fa parte della raccolta OFFSET
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3 commenti:

Beta ha detto...

Bello avere le idee chiare.... vero? ;-)

Io di base, razionalmente e relazionalmente, sarei d'accordo con il "non obbligo" ed il "problema altrui" se qualcosa non piace. Eppure uso il condizionale. Giusto perché qualche dubbio a forza di sentirmi ripetere il contrario finisce che mi viene. Cioè non è che ho dubbi rispetto alla critica che uno (non) faccia qualcosa contro l'altro, solo un dubbio finisce che mi viene riguardo al fatto che magari uno toglie qualcosa all'altro.

E nel caso, cosa? Attenzioni, interesse? Per togliere questi aspetti basterebbe il lavoro e i tanti falsi miti odierni, non occorre l'amante. Ma l'amante cos'è che potrebbe togliere?

Per rispondere, o meglio per proporre una ipotesi visto che scrivo utilizzando il condizionale, vorrei collegarmi al concetto di poligamia mussulmano. Un falso mito diffonde che un mussulmano può liberamente avere più mogli (chiaramente per quanto continuerò a scrivere di più mogli il concetto non cambia parlando di più mariti). Falso appunto perché, a parte i limiti numerici, non basta volerlo, il Corano prescrive una condizione essenziale: il marito deve potere garantire a tutte le mogli uguali condizioni. Uguali condizioni economiche pertanto ma soprattutto deve poterle soddisfarle tutte senza che l'elevato numero tolga ad esse lo stesso trattamento che avrebbero potuto ricevere in una monogamia....
Punto niente affatto facile (e difatti tra chi segue seriamente la regola non sono molti a scegliere la poligamia).

Ecco che in questa tradizione colgo un possibile spunto su cosa un amante potrebbe togliere all'altro. E forse per amore di onestà uno dovrebbe chiedersi: posso realmente garantire al mio compagno/a un trattamento degno e completo.

Se la risposta è sì, direi che nessun motivo rimane per lamentarsi...
Ma, solitamente, non nel parlo del tuo caso chiaramente, è sì??

Loredana de Michelis ha detto...

Non lo so. Se l'altro è d'accordo forse non gli si toglie nulla. Forse si arricchisce davvero il rapporto. Ma credo che le coppie che sono d'accordo su questo (togliendo quelle patologiche, quelle che si limitano a non voler sapere cosa fa l'altro, e quelle in cui uno dei due fa buon viso a cattivo gioco) siano ancora meno dei matrimoni poligami secondo regola. La parità del trattamento degli amanti mi sembra impossibile: non avviene neanche da parte del genitore nei confronti di figli diversi.
Credo che tutti desiderino essere il preferito, nella contesa di affetto e interesse.
Però più che chiedersi cosa si toglie all'altro, che potrebbe essere banalmente l'intimità, il sentirsi amato e il potere esprimere il proprio amore senza titubanze e insicurezze, mi chiederei cosa si prende all'altro quando lo si tradisce: perchè il tradimento assurge a tale dignità solo se c'è qualcuno da tradire. Il personaggio di questo racconto, senza un "fidanzato", sarebbe una persona vacua e triste, che vive di incontri confusi e frenetici. L'avere una relazione ufficiale in questo caso permette protagonismo (carente o assente negli incontri occasionali dove chiunque è sostituibile), arroganze, intellettualismi zoppicanti, egocentrismi e giustificazioni (che sottendono un banale ma ben presente moralismo) Tutto questo grazie all'altro.
La mia attenzione va a questo, più che alla tua domanda, perchè noto quanto sia comune che chi sta in coppia tradisca e si faccia scoprire, quasi lo volesse. Di quanto l'attività seduttiva allargata di molti aumenti proprio durante una relazione fissa.
Basterebbe limitarsi ad essere single, oppure a tradire senza farsi scoprire e senza sentirsi in colpa, visto che non è qualcosa che si fa contro l'altro. Ma sembra che tutto ciò interessi poco. E' quindi la presenza dell'altro ad essere fondamentale. Insomma: meglio sentirsi in colpa nei confronti di qualcuno, ci si sente più importanti. Senza nessuno verso il quale porsi dei dubbi morali finisce che ci si sente solo vittime dell'immoralità altrui e questo fa sentire dei perdenti. Meglio mettere in crisi un rapporto con degli atteggiamenti provocatori e sventolati, che essere semplicemente scaricati dall'altro, magari per noia. Questa credo sia la preoccupazione più grande che muove tutta la scacchiera, nella sfida, un po' telenovelistica che tutti abbiamo imparato.

carola ha detto...

Che dire finalmente a rigurado di questo argomento ho letto qualcosa di intelligente :-))