Matriarcato

città indianaIn India, in un luogo sperduto del nordest, sembra esserci un posto dove le donne comandano, possiedono tutto, sono capofamiglia e si trasmettono le eredità e il cognome materno. Un posto del terzo mondo dove non si ammazzano i neonati se sono bambine e non li si ammazza neanche se sono maschi, ma in quest'ultimo caso ci si rassegna alla disgrazia.

I maschi ultimamente hanno protestato per far valere i loro diritti.
Non vogliono relegare le donne ad un ruolo secondario, dicono, vogliono la parità.
Sorrido tra me e me, nessuna femminista in occidente ha mai pensato di specificare che non voleva sottomettere i maschi, chiede di solito la parità e basta.

Ho già tirato giù la valigia grande, pronta a trasferirmi in questo luogo meraviglioso, quando leggo che il capo del movimento pro parità ha lanciato l'allarme sulle conseguenze sociali di questa situazione dispari: l'oppressione maschile spinge molti uomini verso l'abuso di alcool e stupefacenti.
Nel mondo dell'oppressione femminile è pieno di uomini che abusano di alcool e stupefacenti però: come la mettiamo?
Allora mi viene una domanda: ma nel mondo delle oppresse femmine chi lavora? Le femmine, i maschi bevono e si drogano. E nel mondo degli oppressi maschi? Pare che anche lì lavorino le femmine, quindi i maschi bevono e si drogano.
Eh no, a me lavorare non mi piace mica. Rimetto a posto la valigia e mi faccio un bel martini con l'oliva.

© Loredana de Michelis

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