Sigaretta elettronica: vantaggi e svantaggi

pistola che fuma
Possiedo la Ferrari delle sigarette elettroniche, c’è poco da scherzare: un cilindro d’acciaio cromato lungo 20 centimetri, su cui si innesta un’ampolla trasparente piena di liquido oleoso, dentro il quale è immersa una resistenza elettrica. Caricata nel modo giusto, ritengo che possa far saltare in aria un blindato, mentre a regolazioni più basse sibila come il silenziatore di una carabina.

Il fumo emesso da questo dispositivo, rilasciato solo dietro giusta pressione di un pulsante luminoso, è denso e tira un calcio ai polmoni.
Nelle pubblicità lo chiamano vapore sperando che qualcuno lo associ all'acqua, ma si tratta di fumo ottenuto dalla combustione, non certo ecologica, di due alcoli, uno dei quali è la glicerina.
Ricerche specifiche sulla tossicità dei fumi di glicerina inalati, al momento non ci sono. E se nessuno è interessato a pagarne una, non ce ne saranno neanche in futuro: le ricerche costano.
Di certo si sa soltanto che la glicerina ha un basso costo di produzione e sarebbe un buon combustibile, se non fosse inquinante e difficile da smaltire.
I due alcoli, di consistenza oleosa, sono comunemente usati negli alimenti e in cosmesi. Questo fatto viene ripetuto come un mantra da coloro che sono a favore di questo dispositivo, come se fumarsi un fondotinta o un additivo alimentare fosse cosa raccomandabile.
Ma in fondo inquina anche il petrolio e la sigaretta tradizionale fa sicuramente male, quindi inutile stare lì a spaccare il capello in quattro.
Una fiala di “ricarica” per la sigaretta elettronica, aromatizzata al sigaro cubano o alla Violetta di Parma, con o senza nicotina disciolta, costa circa 5 euro e dura pochi giorni. La resistenza che scalda il liquido va sostituita ogni 15 giorni, altrimenti si cuoce e conferisce al fumo un retrogusto di bronzina fusa.
Attualmente questa sigaretta non è dichiaratamente proibita in tutti i luoghi pubblici, ma durerà poco: il suo fumo è quasi privo di odore ma è spesso e ristagna contro i soffitti innervosendo i gestori di locali, che pensano subito ad un cortocircuito. Gli "svapatori passivi" poi non tarderanno a farsi polemici, mentre ai rilevatori di fumo sarà completamente inutile tentare di spiegare qualcosa: su treni ed aerei quindi è già stata proibita.
Eppure, se non la fermerà qualche campagna ecosalutista, la sigaretta elettronica potrebbe raggiungere una certa quota di estimatori perché è un gadget virile da007: custodia in similpelle, caricabatterie, batterie di ricambio, strumenti da chirurgo per il rabbocco, fiale, manuale di istruzioni. Sfonda le tasche e si deve tenere come un sigaro. Fa sembrare la sigaretta tradizionale una cosa friabile e molliccia, priva di sex appeal.
Questo nuovo ciuccio, duro e freddo, è per gente disincantata, dedita al narghilè metropolitano. I pulsanti che regolano l’intensità della boccata e del sapore si accendono di una luce blu laser come quella delle spade di Guerre Stellari.
E’ un oggetto pesante e concreto: sembra di fumare dalla canna di una pistola che ha appena sparato.

Loredana de Michelis


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie della simpatica info!

Anonimo ha detto...

grazie

Anonimo ha detto...

Interessante e piacevole. Non sapevo della glicerina, approfondisco, Grazie.

Green Smoke ha detto...

Buon confronto Loredana. Chissà adesso come cambieranno le cose con la nuova generazione di sigarette elettroniche, che funzioneranno per induzione e non più per combustione!

Loredana de Michelis ha detto...

Grenn Smoke, da quel che leggo è la batteria che sarà ricaricata ad induzione. La batteria poi scalderà comunque il liquido fino alla temperatura necessaria pre trasformarlo in vapore. O sbaglio?

Ed Devin ha detto...

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